Rigenerare per restituire dignità: l’Emilia Romagna fa scuola con Manifattura Urbana, Cà Shin e Factory Grisù

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Parola di etimologia latina, “Rigenerare” significa generare di nuovo, riformare parti di un organismo, recuperare forza, vigore, passata grandezza, dignità, rendere di nuovo efficiente, funzionante. E’ una parola che comunica una carica positiva schietta, e taglia un significato sottile e preciso. È il generare di nuovo, ma mai da zero, un riformare sia fisico sia morale, un recuperare dignità, efficienza. Sta tutto qui il senso di progetti come quelli di Manifattura Urbana a Parma, Cà Shin a Bologna e  Factory Grisù a Ferrara, ospiti del nostro Living Lab nel 2016: in comune hanno una regione tanto attiva quanto coraggiosa, l’Emilia Romagna, e la voglia di ridare dignità ad un’ex fornace, una villa in degrado, una ex caserma dei Vigili del Fuoco. Tre luoghi a cui nessuno aveva immaginato di poter riportare vita, pienezza ed efficienza. Ma tra il 2011 e il 2014 tutto è cambiato.

Manifattura Urbana Parma

Manifattura Urbana associazione con finalità culturali, scientifiche, sociali, ambientali, storiche, archeologiche, architettoniche e d’innovazione tecnologica. Nell’estate 2014 settanta studenti universitari provenienti da tutta Italia partecipano a un’esperienza formativa presso l’ex Fornace di Ghiare di Berceto, alternando, durante 5 giorni di workshop in cantiere, momenti di formazione teorica e pratica, lavorando come muratori alla riqualificazione dell’ex Fornace. Nasce così Manifattura Urbana: una realtà associativa che ad oggi rappresenta un cantiere aperto per tutti coloro che ne condividano le finalità. Manifattura Urbana organizza workshop formativi, incontri con i cittadini, didattica nelle scuole ed è impegnata attivamente nella realizzazione di progetti volti ad attivare meccanismi di rigenerazione urbana. Per saperne di più: manifatturaurbana.org


Cà’ Shin Bologna

Una storia vera, la storia di un sogno diventato realtà, che comincia quando la Cooperativa Le Ali Onlus decide di partecipare al bando indetto dal Comune di Bologna per l’assegnazione di Villa Silvetta, l’edificio storico di Parco Cavaioni, in degrado, con l’obiettivo di restituire alla città uno dei suoi luoghi più belli.  Così, nel 2011, con l’aiuto  di amici e di soci e grazie al contributo di tante aziende locali, la Cooperativa apre Ca’ Shin, la Casa di luce in cima alla collina: uno spazio pensato per le attività di grandi e bambini, con particolare attenzione all’infanzia, all’arte, all’ecologia e ai contenuti delle smart cities europee nella filosofia di crescere con la natura a contatto con gli altri e con se stessi. Il progetto vince il primo premio come PRASSI INNOVATIVA e nel 2012 viene selezionato tra i progetti all’avanguardia per Smart City Exhibition Bologna. Nel 2013 ha preso avvio una nuova fase del progetto con lo scopo di creare una social smART hill partendo dalla riscoperta delle zone verdi della città e coinvolgendo attivamente la cittadinanza, le realtà che vivono in collina, la società civile e il tessuto produttivo collegando stili di vita e consumo, bisogni e aspirazioni di residenti, city user e turisti per far crescere il numero di persone che abbiano una visione smart del futuro.
Per saperne di più: www.ca-shin.com


Factory Grisù

Nato come Spazio Grisù e trasformato poi in Factory Grisù, è la prima “factory creativa” dell’Emilia-Romagna, 4000mq nell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara riconsegnati nel 2013 ad un gruppo di professionisti decisi a trasformare uno spazio abbandonato in una sorta di officina della cultura e della creatività. Dopo un anno l’associazione ha selezionato 18 progettiimprenditoriali per un totale di 60 posti di lavoro a costo zero per il pubblico, perchè che tutta l’attività di recupero, pulizia e rimessa a norma dei 4mila metri quadrati, è  stata finanziata dagli sponsor tecnici che hanno deciso di appoggiare l’idea della factory. Tra i primi inquilini – elenco fluido con qualche punto fermo ma anche in costante mutamento – ci sono uno studio di progettazione di imbarcazioni elettriche, un gruppo di designer di mobili in ferro e vetro, un laboratorio di ricerca della Facoltà di Architettura di Ferrara, una casa di produzione indipendente di documentari, un’azienda che si occupa di audiolibri e una coop di formatori. Il macro obiettivo è quello di mettere a contatto start-up e imprese già avviate che si occupano di artigianato e di nuove tecnologie. Nel febbraio 2016 si è costituito il Consorzio Factory Grisù, con lo scopo di partecipare alla gara indetta dal Comune di Ferrara per la gestione di una factory creativa. Nel 2017 nell’edificio di via Mario Poledrelli 21 sono stati avviati interventi strutturali e impiantistici, per la trasformazione complessiva dell’edificio che ha come linee guida la trasformazione minima, il basso costo, la flessibilità continua nel tempo, l’adattabilità degli usi agli spazi esistenti, la partecipazione, l’utilizzo di materiali di riuso, l’artigianalità e l’auto costruzione. La Provincia di Ferrara, proprietaria dell’immobile, ha aggiudicato a fine 2015 l’appalto per lavori di intervento su alcune lesioni determinate dal terremoto del 2012. I principali interventi sono sull’area denominata “casa del comandante”: le imprese vincitrici del bando Grisù inverno 2016/2017 (Mamoka, Seltzlab, Alpaca) si sono fatte carico della messa a norma di questa area, progetto innovativo che ripensa le modalità di coworking adattandole alla realtà imprenditoriale ferrarese. Con il bando “Giovani rigenerazioni creative” di Anci volto a promuovere le iniziative che nel territorio italiano favoriscono la rigenerazione urbana con l’insediamento di attività creative promosse da giovani, il Comune di Ferrara ha partecipato con il progetto “Giardino Creativo” focalizzato sul quartiere che ospita Factory Grisù, coinvolgendo le molteplici realtà del territorio che operano in questo settore. Consorzio Factory Grisù, partner dell’iniziativa, ha destinato parte dei fondi del progetto alla sistemazione del cortile interno di 2500 mq.
Per saperne di più: www.factorygrisu.it